In Lombardia le donne imprenditrici sono più di 164mila
Cresce in Italia la voglia di impresa tra le donne. Tra il giugno 2005 e il giugno 2006 le aziende "rosa" sono aumentate di quasi 18mila unità. Una su tre è "straniera". In Lombardia le attività femminili sono 164.469, pari al 20,4% del totale regionale. Nei dodici mesi presi in esame si sono incrementate di 3.976 unità, per un saldo complessivo del 2,5% (a fronte del +1,6% registrato tra tutte le imprese). Lo rivela un'indagine realizzata dall'Osservatorio dell'imprenditoria femminile di Unioncamere. Oggi nel nostro Paese le "capitane d'azienda" sono un milione e 200mila (quasi il 24% del totale). Le imprese femminili sono cresciute in un anno dell'1,5% (contro il +0,9% complessivo), con in evidenza il nord-ovest (+1,8%), seguito da centro (+1,6%), sud e isole (+1,5%) e nord-est (+1%). Se a Molise (32%), Basilicata (29,7%) e Abruzzo (28,5%) spetta il primato in termini di incidenza delle attività "rosa", la Lombardia mantiene la testa della classifica per quanto riguarda i valori assoluti (come detto oltre 164mila), lasciando a distanza la Campania (quasi 130mila) e la Sicilia (poco oltre 100mila).
Tra le province, le variazioni più sensibili si sono registrate a Vibo Valentia (+4,3%), Crotone (+4,1%) e Catanzaro (+3,7%). Milano è al quinto posto (+3,3%), prima tra le grandi città e in valori assoluti (oltre 68mila imprese). Capoluogo a parte, in Lombardia spiccano Bergamo (16.782, +2,9%), Varese (13.449, +2,3%), Como (8.502, +2,1%), Mantova (7.876, +2,1%). A seguire vengono Brescia (22.029, +1,9%), Lecco (4.846, +1,3%), Sondrio (4.160, +1,1%), Lodi (2.972, +1,1%), Cremona (5.505, +1%), Pavia (9.885, +1%). Nell'avvio di una nuova attività, sempre più donne scelgono forme giuridiche strutturate, come quelle delle società di capitali: rispetto all'anno scorso sono aumentate dello 0,9% le Spa e le Srl (oggi a quota 97mila) e, parallelamente, si è ridotta di un punto percentuale la preponderante presenza di ditte individuali (876mila) che rappresentano il 71,3% delle imprese femminili.
La ricerca ha rilevato che le donne imprenditrici cominciano a mettere lo "zampino" anche in settori tradizionalmente "maschili": sono quasi 3mila in più le realtà "rosa" nel settore delle costruzioni (+7,8%), 7.825 in più quelle attive nelle attività immobiliari, informatica e ricerca (+6,3%), 1.028 in più quelle operanti nei trasporti e telecomunicazioni (+4,8%), 801 in più quelle dell'intermediazione monetaria e finanziaria (+3,5%). Resta, comunque, elevata anche la crescita in settori tipicamente a vocazione femminile, come la sanità (+660, +7,5%), l'istruzione (+240, +4,3%), e il turismo (+2.133, +2,5%). Ben 5mila tra le nuove titolari di ditte individuali provengono da Paesi extracomunitari: prime fra tutte le cinesi (9.141, +1.700), seguite dalle svizzere (che sfiorano quota 5mila, ma crescono solo di 151 unità) e dalle marocchine (2.785, +592).
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