Cercare il lavoro ideale in un mercato del lavoro difficile
Intervento della Dott.ssa Marta Marabelli, Orientatrice presso l’Università degli Studi di Milano
“Sono qua perché sto cercando un lavoro e non trovo nulla…”, “Mi sento confuso: con la mia laurea che cosa potrei fare??”, “Fino ad ora ho fatto solo qualche lavoretto…ed ora che sono laureato sono alla ricerca di un lavoro stabile e che mi consenta di mantenermi…”
Queste solo alcune delle frasi che mi sento ripetere quasi quotidianamente nel mio lavoro di Orientatrice. La tendenza di molti neolaureati è oggi infatti quella di considerare il proprio titolo di studio come l’unico lasciapassare per il mondo del lavoro. In realtà il raggiungimento di questo traguardo è solo il primo step di un processo più ampio che deve portare a trasformare un titolo di studio in una “professionalità”. E questo è un processo che può richiedere un investimento di tempo e di energie considerevole.
La prima domanda da porsi è “Quale potrebbe essere la mia professione ideale?”.
Può sembrare una banalità per alcuni, o per chi ha scelto un corso di studi altamente professionalizzante o per chi ha un sogno nel cassetto da molti anni, ma per altri, molti, può davvero rappresentare un quesito a cui è difficile dare una risposta.
Un “trucchetto” utile può essere quello di immaginarsi tre cerchi all’interno dei quali collocare: in uno solo i settori professionali dove la propria laurea potrebbe essere spendibile, ma che corrispondono davvero ai propri interessi; in un altro le proprie competenze, attitudini, punti di forza, ed infine un ultimo che contenga i cosiddetti “valori professionali” (Mi piacerebbe trovare di più un lavoro che mi facesse viaggiare?? Che mi permettesse di avere molto tempo libero? Che mi permettesse di stare a contatto con gli altri?). Ed è proprio nell’area di intersezione di questi tre cerchi che si trova la cosiddetta “professione ideale”. Una volta individuata ci si trova a metà dell’opera: occorre confrontarsi con il mercato del lavoro!
Oggi il mercato del lavoro locale continua ad attraversare una fase positiva, rispetto alla media nazionale. Si caratterizza per essere un mercato dove l’accesso all’occupazione è relativamente facile, indipendentemente dal titolo di studio posseduto. In questo contesto il possesso di una laurea può favorire il conseguimento di un’occupazione migliore o meglio retribuita.
Il problema sta soprattutto nel grado di soddisfazione legato ai primi impieghi: precarietà, trattamento economico non adeguato, possibilità di carriera scarse, mancanza di collinearità tra contenuto degli studi e quanto richiesto dalle professioni.
Utile può essere, soprattutto nei primi tempi, un’esperienza di stage, che sia davvero formativa e che consenta di fare i primi piccoli passi nel settore professionale di interesse, per farsi conoscere, apprezzare e per acquisire competenze. Un’ultima considerazione: in ogni fase della vita lavorativa è importante conoscere il proprio obiettivo professionale, ma non è detto che al primo tentativo si finisca per raggiungerlo. Occorre però costruire il proprio cammino professionale per avvicinarsi a piccoli/grandi passi al proprio “lavoro ideale”!
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